Claviere – Grange la Coche – Rocca Clarì (anello)

Caratteristiche

Difficoltà: E
Difficoltà invernale: WT2
Dislivello in salita: 330 m circa
Tempo: 2.15 – 2.45 ore (intero anello)
Ultima ricognizione: Dicembre 2018

La Rocca Clarì è un piccolo rilievo che sorge a est di Claviere, sul versante destro idrografico della Piccola Dora. Incombe sulla Piccola Dora con un’imponente bastionata rocciosa, su cui si arrampica un’adrenalinica via ferrata, mentre scende verso monte con un breve pendio coperto di pini. Sull’ampia vetta si trovano i resti di postazioni militari costruite tra le due guerre mondiali. Questo facile percorso ad anello permette di visitare la piccola montagna e l’adiacente pianoro della Coche; in inverno è percorribile con le ciaspole (si seguono in parte i percorsi per ciaspole 1 e 2-variante del comprensorio invernale di Claviere).

Accesso

Si esce dall’autostrada a Oulx Circonvallazione, si percorre la galleria della circonvallazione e al suo termine si svolta a destra verso il Colle del Monginevro. Superata Cesana Torinese, si sale con alcune gallerie quindi si svolta a sinistra per entrare nel paese di Claviere (1759 m).

Claviere, ultimo paese italiano sulla strada per il Colle del Monginevro, è stato oggetto per qualche decina d’anni di una questione di confine. Il confine originario italo-francese, stabilito nel secolo XVIII, passava nei pressi del Colle del Monginevro; con i trattati di pace del 1947, successivi alla Seconda Guerra Mondiale, il confine venne spostato a est, seguendo l’andamento del Rio Secco e della strada comunale della Val Gimont. In questo modo, però, l’abitato di Claviere si trovava spezzato a metà tra Italia e Francia, con non pochi problemi dovuti anche alla presenza della dogana in centro paese. La questione venne risolta nel 1967, con uno scambio di lettere tra autorità francesi e italiane: il confine venne modificato in modo che Claviere fosse completamente in territorio italiano. Sul terreno il confine venne modificato nel 1975, e la dogana venne finalmente spostata nel 1989.

Itinerario

Dalla chiesa di Claviere si imbocca la strada comunale della Val Gimont, che scende brevemente fino ad attraversare la Piccola Dora su un ponte. Si sale per alcune decine di metri sul versante opposto, lasciando a sinistra il Rifugio la Capanna, quindi si giunge su un ripianetto dove confluiscono due piste da sci. Si lascia a sinistra la stradina per imboccare il sentiero segnalato, che si tiene poco più a monte; il sentiero sale in diagonale tra gli alberi, entrando nella Val Gimont. Raggiunto il fondovalle, si attraversa il rio che la percorre e l’adiacente stradina (quota 1860 circa) per riprendere a sinistra il sentiero segnalato, che si innalza in diagonale sul lato destro idrografico. In breve si sbuca nell’ampio ripiano delle Grange la Coche (1923 m).

L’ampia spianata erbosa, posta tra la Rocca Clarì e la ben più elevata Punta Rascià, ospita alcune baite che offrono servizio di bar-ristorante durante la stagione invernale, con l’apertura degli impianti sciistici.

Lasciando a destra un piccolo bacino per la neve artificiale e le baite, si confluisce in una pista sterrata (in inverno pista da sci) che si segue verso sinistra giungendo in breve alla stazione di arrivo di una seggiovia (quota 1944). Qui si imbocca a destra (nord) un sentiero segnalato, che attraversa il sovrastante pendio erboso, poi entra nella pineta facendosi più marcato. Il sentiero sale con varie svolte tra gli alberi, portando comodamente alla cima della Rocca Clarì (2051 m).

​Sulla vetta e negli immediati dintorni si trovano i ruderi di casermette, trincee e teleferiche (centro di fuoco 23bis). Nel sottosuolo della Rocca Clarì si sviluppano i cunicoli della batteria B13, collegata in galleria al centro 23bis. Il doppio ingresso della batteria si raggiunge imboccando un sentiero poco evidente che ha origine dai ruderi delle casermette poco sotto la vetta, e poi taglia in direzione ovest.

Il sentiero prosegue in discesa tra dossi coperti da radi pini, con belle viste sul Monte Chaberton, sulla Punta Rascià e sul Roc del Boucher. Giunti ad un bivio, si lascia a sinistra il sentiero che guida al termine della via ferrata, e si imbocca la diramazione di destra (cartello in legno con scritto “rientro”). Il sentiero scende a tornanti per un ripido versante di ghiaie e radi pini, fino all’ampia spianata del Colletto della Coche (1926 m; tavoli e panche per picnic), presso i ruderi della Grangia la Coche Alta. Abbandonando i segnavia si gira a destra, e si percorre la comoda stradina che procede nel pianeggiante avvallamento a monte di Rocca Clarì. In pochi minuti si giunge alle Grange la Coche, da cui si ritorna a Claviere seguendo il percorso dell’andata.

Salendo nel bosco verso le Grange la Coche
Salendo nel bosco verso le Grange la Coche (29 dicembre 2018)
Ruderi di casermette sulla Rocca Clarì
Ruderi di casermette sulla Rocca Clarì (29 dicembre 2018)
La valletta pianeggiante del Colletto della Coche
La valletta pianeggiante del Colletto della Coche (29 dicembre 2018)

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