Difficoltà: E con un tratto EE evitabile lungo la cresta sud-est del Monte Cusna
Dislivello in salita: 1150 m circa
Tempo: 5.40 – 6.30 ore (intero anello)
Ultima ricognizione: Luglio 2025

Anello di ampio respiro che si snoda sul versante nord del Monte Cusna, evitando accuratamente le infrastrutture sciistiche di Febbio 2000. La salita, prima tra boschi di faggio, poi per ripidi versanti di erba e rocce, porta al valico del Passone. Da lì, si cavalca tutto il panoramicissimo crinale del Gigante, superando le cime intermedie del Monte la Piella e del Sasso del Morto. Dalla vetta del Cusna, si scende per un sentiero piuttosto diretto in ambienti solitari. L’unico tratto difficoltoso è la salita della breve cresta sud-est del Monte Cusna, che presenta qualche ripido passaggio su roccia esposto. La cresta è evitabile effettuando un giro un po’ più lungo, descritto come variante.

Punto di partenza: Rescadore – 44.297965, 10.428255 – Google Maps.

In automobile
a) Uscita autostradale Reggio Emilia → SS63 per il Passo del Cerreto → Gatta → Villa Minozzo → Febbio → Rescadore.
b) Uscita autostradale Modena Nord → Sassuolo → Ponte Secchia → Villa Minozzo → Febbio → Rescadore.

Rescadore è un villaggio nato negli anni ’70 in funzione della stazione sciistica di Febbio 2000, i cui impianti di risalita partono da qui. I palazzoni ed il grande parcheggio sono stati realizzati su un pianoro di origine glaciale, prima occupato da una torbiera.

Da Rescadore (1146 m), si continua a piedi lungo la strada in direzione di Pian Vallese, che entra nel bosco e diventa sterrata. In corrispondenza di una casa isolata si imbocca a destra il largo sentiero con segnavia CAI 615, che si innalza dolcemente tra i faggi. Giunti nei pressi del Fosso della Piella, si piega a sinistra su un sentiero più stretto che sale più decisamente. Incontrata nuovamente la strada sterrata presso una capanna in legno, la si segue verso destra e si giunge in breve ad un crocevia, ai margini della conca di Pian Vallese (1289 m; 25-30 minuti da Rescadore).

La bella conca di Pian Vallese ospita una vasta torbiera, residuo di un laghetto di origine glaciale ormai interrato. Nella parte sud-orientale della conca si trovano una peschiera e un piccolo ristorante. Volendo, è possibile giungere fin qui in automobile.

Lasciando a sinistra la conca, si prosegue dritti nel bosco lungo il sentiero 615. In breve si giunge ad un altro bivio dove si va a sinistra: si segue una pista che si innalza ripida per un’area di bosco diradato, poi prosegue più dolcemente in traverso tra gli alberi. Proseguendo, si incontrano altre radure e piccole aree di bosco diradato dal taglio. Dopo un ulteriore tratto ripido, si esce all’aperto, poco sopra all’incisione del Fosso delle Tie. Si costeggia il torrentello sulla sinistra idrografica per alcune decine di metri, poi si piega a sinistra e lo si guada (quota 1550 circa).
Superati gli ultimi faggi, si sbuca all’inizio della bella conca di origine glaciale che fa capo al crinale del Passone. Lasciato a sinistra il raccordo con segnavia 615a, il sentiero sale dritto per prati, più o meno al centro della conca, poi appoggia leggermente a sinistra. Giunti ai piedi dei ripidi versanti terminali di erba e rocce, si prosegue dritti in salita; poi, poco prima di una croce in legno, si svolta a sinistra. Si percorre una sorta di ampia e panoramicissima cengia-rampa erbosa, poi si piega a destra. Superato un breve tratto dal fondo roccioso, si esce su un pendio erboso più dolce. Salendo in diagonale nel prato, si guadagna l’ampio valico del Passone (1847 m).

Si tratta di una larga spianata erboso-ghiaiosa sul crinale che collega il Monte la Piella all’Alpe di Vallestrina. Nonostante la quota, si tratta di un passaggio piuttosto frequentato anche in tempi passati, poichè relativamente comodo per collegare la valle del Secchia, Lama Lite e la Garfagnana. Sul dosso immediatamente ad ovest del passo si trova una croce metallica.

Si attraversa il valico, quindi si contorna a nord il piccolo dosso sormontato dalla croce metallica. Si lascia temporaneamente a sinistra il sentiero segnalato, che inizia a scendere in direzione di Lama Lite e del Rifugio Battisti, per proseguire a destra lungo l’ampio crinale tra erba, ghiaie e affioramenti pseudo-calanchivi. Quando il crinale si impenna, si sale brevemente verso sinistra e si incontra il segnavia 607, proveniente da Lama Lite. Si segue il sentiero verso destra, in diagonale per l’aperto versante prativo; la traccia principale è assai rovinata dall’erosione, quindi conviene seguire i più recenti tracciolini che la costeggiano.
A quota 1970 circa si guadagna il panoramicissimo crinale sommitale del Gigante, e lo si rimonta in direzione del Monte la Piella. Procedendo in dolce salita tra erba e pietrame, si guadagna un’anticima (2070 m), poi si effettua un breve saliscendi e si raggiunge l’allungata vetta del Monte la Piella (2077 m; 2.15-2.30 ore da Pian Vallese). Il sentiero passa immediatamente sotto al culmine, che è raggiungibile in pochi passi a sinistra.

Si tratta di un’amplissima montagna, dall’aspetto tondeggiante se vista da lontano, che forma la “pancia” del Gigante. La cima è costituita da una cresta lunga e ondulata, dove si contano tre gobbe principali. La più alta è quella centrale, sormontata da un ometto di pietre.

Oltrepassata la cima principale del Monte la Piella, il sentiero si sposta sul versante sud del crinale per aggirare un dosso roccioso. Scavalcato un piccolo dosso, si ritorna sul crinale e si scende fino ad una piatta sella (2052 m). Qualche decina di metri più avanti, si è al Rifugio Emilia 2000.

Costruito in funzione degli adiacenti impianti di risalita, oggi contiene un locale sempre aperto con tavoli e panche. Accanto al rifugio si trova l’arrivo della più alta seggiovia di Febbio 2000; attualmente (2025) questa seggiovia è ferma per manutenzione, e dovrebbe riaprire nel 2027.

Proseguendo lungo il costone, si sale brevemente, poi si prosegue in orizzontale fino ai piedi del rilievo roccioso del Sasso del Morto.

Il Sasso del Morto (2075 m), caratteristico “groppo” roccioso che interrompe la linearità del crinale del Gigante, può essere raggiunto deviando a sinistra per roccette elementari ma un po’ aeree.

Il sentiero contorna a nord la piccola cima rocciosa, poi ritorna sul crinale e inizia a scendere. Dopo un breve traverso sul versante settentrionale, il sentiero passa sul lato dell’alta valle dell’Ozola. Tagliando in diagonale il ripido versante tra erba e rocce affioranti, si raggiunge la Sella del Cusna (2008 m), situata ai piedi della piramide sommitale della montagna. Lasciata a destra la variante con segnavia 607a, si prosegue dritti lungo il sentiero 607, attaccando il tratto “per escursionisti esperti” lungo la cresta sud-est del Cusna.
Si sale brevemente e si raggiungono i primi facili gradini rocciosi, che vanno superate leggermente a destra del filo. Dopo un corto tratto in cui si cammina, si giunge alla base del secondo risalto, più alto e ripido del primo. Si salgono alcuni gradini a destra del filo, poi si giunge su un ripianetto; qui bisogna trascurare le tracce che portano verso destra, all’imbocco di un canalino, per salire a sinistra per rocce ripide ma ben appigliate (I). Si monta sull’aereo filo di cresta e lo si doppia, passando sul versante meridionale. Il terreno diventa quindi più facile: si aggira un dosso, passando poco sotto ad un caratteristico torrioncino bifido, quindi si ritorna in cresta. L’ultima breve salita porta sulla panoramicissima vetta del Monte Cusna (2120 m; 40-45 minuti dal Monte la Piella).

Variante – per evitare il tratto difficile. Dalla Sella del Cusna, si imbocca a destra il sentiero con segnavia 607a, che taglia in discesa il versante nord-est della montagna, alto sulla conca glaciale della Borra. Attraversati alcuni scoscesi canaloni, si approda su un versante erboso più dolce dove si trova un bivio (quota 1960 circa). Abbandonando temporaneamente i segnavia, si sale a sinistra e, poco più in alto, si incontra il sentiero 617-619. Con un semicerchio a destra, si contorna la piramide sommitale del Monte Cusna, raggiungendone il contrafforte nord-ovest. Qui si svolta a destra e si rimonta il facile costone erboso fino alla vetta (calcolare 20-25 minuti in più rispetto alla cresta sud-est).

Si scende lungo l’erboso contrafforte nord-ovest della montagna fino ad un bivio (quota 2080 circa). Qui si devia a destra (segnavia 617-619) e si effettua un semicerchio, contornando a nord il cono sommitale del Monte Cusna. Lasciata a sinistra una diramazione non segnalata, si scende lungo un costone erboso che si fa man mano più individuato. A quota 1953 si trova un importante incrocio, dove si abbandona il costone per deviare a destra (segnavia 617). Si lascia subito a destra il raccordo con segnavia 607a per la Sella del Cusna e si scende per ripide chine erbose fino sul fondo della Borra, bel circo glaciale sospeso.
Percorso il fondo della conca, si guada il piccolo rio che la attraversa (Fosso degli Arati) e ci si affaccia sulla soglia che la delimita a valle (quota 1810 circa). Il sentiero si abbassa per un ripidissimo versante di erba e massi, giungendo in breve al limite superiore della faggeta. Piegando a destra, si riattraversa il rio, quindi si scende in diagonale tra lembi di bosco e radure, seguendo uno svasato vallone dominato a sinistra dal piccolo rilievo boscoso-roccioso del Monte Contessa. Si giunge quindi ad un prato pianeggiante dove si trova un bivio (quota 1525).

La diramazione di destra (segnavia 617a) riporta a Pian Vallese, e viene comoda per il rientro nel caso si fosse partiti da lì con l’automobile. Non è un percorso molto interessante in quanto attraversa le piste da sci di Febbio 2000.

Seguendo sempre il segnavia 617, si piega a sinistra, riattraversando il Fosso degli Arati. Si prosegue poi in discesa diagonale in una bella faggeta, dove si trascurano a destra gli imbocchi di alcune discese per il downhill. Più in basso, il sentiero segue un maldefinito costone in gran parte boscoso. A quota 1330 circa si sbuca improvvisamente all’aperto, al margine superiore di una curiosa area calanchiva. Si scende dritti per il pendio calanchivo, con bel panorama sui monti Cisa e Prampa (a sinistra) e sulla valle del Torrente Secchiello.
Giunti in fondo alla radura, appoggiando leggermente a sinistra, si ritrova il sentiero segnalato che rientra nel bosco. Si attraversa un rio piuttosto incavato, poi si sale brevemente per uscire dal suo solco. Il sentiero poi riprende a scendere in obliquo nella faggeta, fino ad una radura dove sorge un grosso traliccio di un elettrodotto. Si piega a destra, seguendo la linea dell’elettrodotto per alcune decine di metri, poi si gira a sinistra rientrando nel bosco. In breve si confluisce in una carrareccia (quota 1175).

A sinistra, il segnavia 617 porta in circa 10 minuti alla Peschiera Zamboni e all’omonimo rifugio (1145 m), raggiunti da una strada asfaltata che sale da Febbio.

Si gira a destra (segnavia 609), seguendo la carrareccia che taglia a mezza costa effettuando alcuni brevi saliscendi. Giunti nuovamente nei pressi dell’elettrodotto incontrato in precedenza, si trova un crocevia, dove si continua dritti lungo il percorso segnalato. Con una breve salita, si giunge su una gobba dove sorge una bella casa con prato (località la Magolese; 1179 m). Lasciando a sinistra una sterrata – che comunque scende a Rescadore – si continua a destra costeggiando la recinzione della casa.
Rientrati nel bosco, si attraversa il Fosso degli Arati su una passerella in legno, quindi si trova l’ennesimo bivio. I segnavia portano a sinistra in discesa, all’interno di una macchia di faggi. Superato per l’ennesima volta il Fosso degli Arati, su un’altra passerella, un ultimo breve tratto di discesa porta ad una stradina asfaltata, presso i primi condomini di Rescadore. Seguendo la stradina verso destra, si raggiunge la strada asfaltata principale, nel centro di Rescadore, nei pressi del grande parcheggio (2.20-2.45 ore dal Monte Cusna).

Scorcio di Rescadore, dominato dal Monte la Piella
Scorcio di Rescadore, dominato dal Monte la Piella (12 luglio 2025)
Il vallone erboso che fa capo al Passone
Il vallone erboso che fa capo al Passone (12 luglio 2025)
Voltandosi indietro dal costone che sale al Monte la Piella; sullo sfondo a sinistra il Monte Cimone
Voltandosi indietro dal costone che sale al Monte la Piella; sullo sfondo a sinistra il Monte Cimone (12 luglio 2025)
Panorama verso ovest dal Monte la Piella
Panorama verso ovest dal Monte la Piella (12 luglio 2025)
La piramide sommitale del Monte Cusna vista da sud-est
La piramide sommitale del Monte Cusna vista da sud-est (12 luglio 2025)
La croce di vetta del Monte Cusna
La croce di vetta del Monte Cusna (12 luglio 2025)
All'inizio della discesa, con vista sulle colline reggiane
All’inizio della discesa, con vista sulle colline reggiane (12 luglio 2025)
Scendendo lungo un costone calanchivo, con il Monte Prampa sulla sinistra
Scendendo lungo un costone calanchivo, con il Monte Prampa sulla sinistra (12 luglio 2025)

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