Difficoltà: T
Dislivello in salita: 250 m circa
Tempo: 2 – 2.30 ore (intero anello)
Ultima ricognizione: Febbraio 2026

Piacevole passeggiata che si svolge per buoni sentieri attraverso folti boschi. Dà il suo meglio durante la stagione autunnale, quando gli alberi si tingono di mille colori. Dopo piogge prolungate, il sentiero che scavalca il Monte Mu diventa molto fangoso.

Punto di partenza: Bore – 44.717753, 9.791776 – Google Maps.

In automobile:
a) Uscita autostradale Fornovo di Taro → Varano de’ Melegari → Rovina → Bore.
b) Uscita autostradale Fiorenzuola d’Arda → Castell’Arquato → Diga di Mignano → Castelletto → Bravi → Bore.

Mezzi pubblici:
a) Treno fino a Fidenza, quindi autobus (autolinee TEP) fino a Bore.
b) Treno fino a Fornovo di Taro, quindi autobus (autolinee TEP) fino a Bore.

Bore, sede comunale, è un paese relativamente esteso, situato alla testata del vallone del Torrente Cenedola, affluente del Ceno. La sua origine è relativamente recente: si è sviluppato a partire da fine Settecento, intorno ad una casa cantoniera lungo la strada che collegava Parma a Genova passando per Bardi.

Dal centro di Bore (837 m) si segue la strada provinciale in direzione del Passo del Pelizzone, quindi si imbocca a destra (lato monte) via San Lorenzo, indicata da diverse paline escursionistiche (CAI 923, A1, A2, A3, A4). Dopo una breve salita si giunge ad un trivio dove si va a destra, seguendo la stradina principale che sale dolcemente tra villette. Percorse alcune decine di metri, ci si immette perpendicolarmente in un’altra stradina, che va seguita verso sinistra. Si gira poi due volte a destra in via Fulgoni, che si innalza in diagonale nel bosco. Giunti presso alcune case isolate, si piega decisamente a sinistra e in breve si guadagna lo spartiacque tra Ceno e Arda (quota 911). La stradina prosegue dritta lungo lo spartiacque boscoso e porta in breve sulla cima del Monte Costaccia (928 m). Qui si trovano due ripetitori, un monumento ai caduti di tutte le guerre e alcune panche.
Si continua dritti lungo il sentiero segnalato che si abbassa verso sud-ovest, tenendosi nei pressi del crinale. Dopo alcuni tratti ripidi si giunge ad un bivio: si abbandona il sentiero principale per svoltare a destra (segnavia A3 e A4). Si taglia a mezza costa per un centinaio di metri, quindi si piega a sinistra e si riprende a scendere nel folto bosco misto di castagni, faggi e querce. Al bivio successivo si va ancora a destra, e in breve ci si congiunge con una carrareccia proveniente dalla Bocchetta di Sette Sorelle (quota 820).
Si segue la carrareccia verso destra (segnavia 925a), con dolci saliscendi nel bosco, tagliando il versante occidentale del Monte Costaccia. Dopo un paio di curve ci si congiunge con uno stradello più largo, proveniente da Dadomo. Verso destra, lo stradello (segnavia 925) conduce ad una zona di sorgenti, dove sono presenti numerose captazioni di un acquedotto (quota 800 circa). Subito oltre si lascia a destra la pista principale, per proseguire dritti. Al crocevia che si trova subito dopo si va ancora dritti lungo il sentiero segnalato che sale dolcemente tra lembi di bosco e piccole radure arbustive. Attraversato un rio il sentiero si biforca: si va a destra e ci si innalza per un costone boscoso, fino a quando, a quota 900 circa, si incontra una carrareccia.

Andando a destra lungo la carrareccia si può evitare la visita al Monte Lucchi, portandosi direttamente alla sella di quota 915 che lo separa dal Monte Mu.

Si va a sinistra lungo la pista che taglia quasi in piano (segnavia 925b), portandosi sull’ampio contrafforte boscoso che collega il Monte Lucchi al Monte Palazza.

Verso sinistra (ovest) la pista continua in direzione del Monte Palazza, per poi iniziare a scendere verso Vezzolacca. La visita al Monte Palazza non vale la pena, in quanto la cima è boscosa e anonima.

Si piega decisamente a destra (segnavia 923) rimontando il contrafforte in direzione est, e passando nei pressi di una capanna per cacciatori. Sul lato settentrionale il pendio scende ripido, con alcuni affioramenti rocciosi. Su uno di questi si trova una piccola croce, posta dal gruppo escursionistico PVS di Bore. Purtroppo gli alberi coprono gran parte del panorama, anche se si riesce a intravedere Vezzolacca. Si scavalca l’ampia cima boscosa del Monte Lucchi (947 m), priva di segnali, quindi si scende alla sella (915 m) che lo separa dal Monte Mu.
Trascurando le diramazioni per Luneto e Vezzolacca, si piega a destra. Dopo pochi metri, ad un altro bivio, si imbocca a sinistra il sentiero per il Monte Mu (segnavia 923). L’ampia traccia sale brevemente, poi percorre l’ampio dorso boscoso quasi pianeggiante (e in certe stagioni assai fangoso). Seguendo con attenzione i segnavia, si lasciano a sinistra e a destra alcune diramazioni, quindi si giunge sull’impercettibile e anonima cima del Monte Mu (951 m), segnalata da un cartello appeso ad un albero.
Il sentiero inizia a scendere, prima tra gli alberi, poi costeggiando una radura da cui si ha un po’ di panorama sulla bassa Val Ceno. In breve si giunge ad una selletta dove si trova un bivio (920 m circa). Si abbandona il sentiero di crinale – che riporta comunque al Monte Costaccia e al percorso dell’andata – per prendere a sinistra la diramazione con indicazioni per il Bosco Paradiso. Si scende tra gli alberi fino ad incontrare la strada provinciale per Bore; l’area picnic di Bosco Paradiso (868 m) può essere raggiunta attraversando la provinciale.
Senza attraversare la provinciale, si imbocca a destra via Martiri della Libertà. La strada procede in dolce salita fino alle prime case isolate, poi doppia un costone poco marcato. Da qui, essa inizia a scendere, con bella vista sul centro di Bore e sul Monte Carameto. Si svolta poi a sinistra in via Cavaciuti e in breve si giunge nel centro di Bore, da cui si era partiti.

La chiesetta di San Lorenzo Martire a Bore
La chiesetta di San Lorenzo Martire a Bore (28 febbraio 2026)
Il monumento sulla vetta del Monte Costaccia
Il monumento sulla vetta del Monte Costaccia (28 febbraio 2026)
Tratto di pista nel bosco
Tratto di pista nel bosco sul versante ovest del Monte Costaccia (28 febbraio 2026)
L'anonima cima del Monte Mu
L’anonima cima del Monte Mu (28 febbraio 2026)
Vista di Bore
Vista di Bore (28 febbraio 2026)

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