Difficoltà: E
Dislivello in salita: 750 m circa
Tempo: 4.10 – 4.50 ore (intero anello)
Ultima ricognizione: Maggio 2025

Percorso ad anello vario e interessante, non particolarmente lungo, che permette di concatenare la salita al Monte la Nuda con la visita alle bellissime Cascate del Dardagna. La salita iniziale è un po’ monotona, ma molto logica e lineare, lungo il contrafforte nord-ovest della montagna. Scavalcata la panoramica cima del Monte la Nuda, si scende nell’alpestre circo glaciale del Cavone, per poi raggiungere l’omonimo rifugio e il suo laghetto. L’ultima parte della discesa si svolge lungo il fondovalle del Dardagna, che forma una serie di suggestive cascate.

Punto di partenza: parcheggio del centro visite del Parco Naturale Regionale del Corno alle Scale, poco a nord della Madonna dell’Acero – 44.151392, 10.823510 – Google Maps.

In automobile:
a) Uscita autostradale Modena Sud → Vignola → Marano sul Panaro → bivio a sinistra poco prima di Fanano → Valico Masera → Vidiciático → la Ca’ → parcheggio centro visite, presso il cartello che segnala la Madonna dell’Acero.
b) Uscita autostradale Sasso Marconi → Marzabotto → Silla → Lizzano in Belvedere → Vidiciático → la Ca’ → parcheggio centro visite, presso il cartello che segnala la Madonna dell’Acero.

Mezzi pubblici: In treno fino a Porretta Terme, quindi in autobus (autolinee TPER) fino alla Madonna dell’Acero. La fermata si trova presso il Santuario; bisogna quindi tornare indietro a piedi per circa 200 metri fino al parcheggio di cui sopra.

Dal parcheggio (1184 m) si attraversa la strada asfaltata e si trova l’imbocco di una sterrata con divieto d’accesso per le automobili (indicazioni per il centro visite del Parco Regionale del Corno alle Scale; segnavia CAI 323). Si prende la sterrata che sale dolcemente con una curva e porta al centro visite, situato in una piccola radura (1195 m; fonte sulla destra). Oltrepassata una sbarra, la sterrata prende quota con ampie curve nel bosco di faggi e abeti. A quota 1300 si trova un bivio: si abbandona la strada, diretta alla Sboccata dei Bagnadori, per prendere a destra il “Sentiero del Campanile”, diretto al Monte la Nuda (segnavia 327).
Passati accanto a due curiose opere d’arte – una a forma di bastoncini da shanghai, l’altra a forma di uovo – il sentiero piega a sinistra e rimonta il maldefinito contrafforte nord-ovest del Monte la Nuda, immerso nel bosco. Più in alto il contrafforte diventa più marcato e il sentiero taglia a destra a mezza costa. Lasciata a sinistra una scorciatoia, si giunge ad un bivio (quota 1451): si abbandona il sentiero principale, che prosegue in piano, per piegare a sinistra in salita. Si ritorna quindi sul contrafforte, percorrendo uno spallone dove crescono caratteristici larici storti.
Proseguendo nella salita, il contrafforte perde di nuovo di individualità, e il sentiero si snoda per lo più lungo la massima pendenza, tra faggi, abeti e larici. A quota 1680 circa si esce improvvisamente dal bosco, e il panorama si apre sulla Val Dardagna, sul Monte Cimone, sui colli bolognesi e modenesi. Si rimonta quindi l’ampio costone erboso, man mano sempre più panoramico, fino alla cima del Monte la Nuda (1828 m; 2.15-2.30 ore dal parcheggio).

Si scende lungo la cresta sud-ovest, in direzione dell’imponente Corno alle Scale (segnavia 129). Nel primo tratto la discesa è dolce, poi un tratto ripido guida ad un intaglio (1730 m circa). Da qui la cresta si fa più sottile e ondulata: il sentiero percorre le prime ondulazioni sul filo, poi aggira alcuni affioramenti rocciosi sul lato destro. Si arriva così al Passo del Vallone (1697 m), profonda sella situata tra il Monte la Nuda e il Corno alle Scale.
Qui si trova un bivio: si scende a destra (segnavia 337), lungo un ripido sentiero tra boschetti e radure. La discesa conduce nella bella conca erbosa del Cavone, di origine glaciale, situata ai piedi degli imponenti dirupi stratificati del Corno alle Scale. Si attraversa la conca quasi pianeggiante e, in corrispondenza della sorgente del Rio Piano (quota 1560), si riceve da sinistra il sentiero proveniente dalla Porticciola. Si piega a destra, addentrandosi nel valloncello boscoso del Rio Piano: si attraversa il corso d’acqua alcune volte, su passerelle in legno, poi ci si abbassa sul versante sinistro idrografico. Scendendo in una bella faggeta, si raggiunge il Laghetto del Cavone (1424 m; 1-1.15 ore dal Monte la Nuda).

Si tratta di un piccolo laghetto artificiale, realizzato sbarrando il Rio Piano con una diga, in corrispondenza di una preesistente zona umida. Sulla diga transita la strada asfaltata che collega la Madonna dell’Acero con la località le Polle, da cui partono gli impianti di risalita del Corno alle Scale. Sulla sponda opposta si trova il Rifugio Cavone, che offre servizio di bar-ristorante.

Si costeggia il laghetto sulla sinistra e si raggiunge la strada asfaltata proveniente da Madonna dell’Acero. La si segue verso sinistra in salita per alcune decine di metri, poi, sulla destra, si imbocca l’evidente sentiero per le Cascate del Dardagna (indicazioni, segnavia 337). Ci si abbassa nella faggeta alternando traversi a qualche svolta. Ormai non distanti dal fondovalle, si sbuca su una stradina forestale (quota 1333). Si segue la sterrata verso destra per pochi metri, poi la si abbandona per seguire a sinistra l’indicazione per le cascate.

Seguendo la stradina forestale (da qui in poi marcata dal segnavia 331c) si può tornare direttamente alla Madonna dell’Acero, evitando la visita alle cascate.

Si imbocca un sentiero che quasi subito si biforca: trascurando una diramazione a sinistra, che porta ad uno spiazzo panoramico, si scende a destra su un ripido sentiero scalinato, che presto si affaccia sul primo salto delle Cascate del Dardagna (15-20 minuti dal Laghetto del Cavone).

Partendo da quota 1280 circa, il Torrente Dardagna forma una serie di sette salti, che scendono da balze stratificate di arenaria. Le cascate coprono un dislivello complessivo di circa 100 metri; il salto più a monte è il più alto, e si avvicina ai 20 metri di altezza.

Il sentiero perde quota con una lunga serie di scalini, protetto sul lato valle da ringhiere in legno, e costeggia la serie di cascate sul lato destro idrografico. A quota 1220 circa si taglia a destra, allontanandosi dal fondovalle. Si ritorna poi giù per la massima pendenza, ritrovando il torrente in corrispondenza dell’ultima cascata (quota 1170 circa), la più nota e fotografata.
Si trascura una passerella in legno sulla sinistra, quindi si attraversa il Rio Piano, che a sua volta forma alcune belle cascatelle. La mulattiera, a tratti acciottolata, prosegue sul fianco destro idrografico della valle con una breve salita, poi giunge ad un bivio. Si continua a destra in salita (segnavia 331), allontanandosi man mano dal fondovalle, sempre immersi nella faggeta. Dopo circa 200 metri si sbuca sulla strada sterrata abbandonata in precedenza e la si segue verso sinistra. Si attraversa il Rio Cavo, poi si taglia con alcuni saliscendi tra faggi e abeti. Un tratto in discesa porta quindi ad alcune case e, subito dopo, al Santuario della Madonna dell’Acero (1185 m).

Secondo la tradizione, in questo luogo la Madonna apparve e salvò due pastorelli da una bufera di neve, facendoli riparare sotto un grande acero. Dapprima il culto era rivolto ad un’immagine della Madonna incastonata nell’acero; nel 1535 venne costruita una prima cappella, che poi venne ampliata fino a raggiungere le caratteristiche attuali. Accanto al Santuario, resiste ancora il moncone del vecchio acero, con incastonata una copia dell’immagine sacra; l’originale si trova dentro il Santuario stesso.

Lasciato a sinistra il Santuario, si raggiunge in breve la strada asfaltata di accesso. Andando a sinistra quasi in piano, si passa accanto all’omonimo albergo, quindi si incontra la strada principale per il Corno alle Scale. La si segue verso sinistra e, dopo circa 300 metri, si ritorna al parcheggio da cui si era partiti (40-45 minuti dal primo salto delle Cascate del Dardagna).

Paline all'imbocco del Sentiero del Campanile
Paline all’imbocco del Sentiero del Campanile (2 maggio 2025)
Rimontando lo spallone sommitale del Monte la Nuda, con il Monte Cimone sullo sfondo
Rimontando lo spallone sommitale del Monte la Nuda, con il Monte Cimone sullo sfondo (2 maggio 2025)
Il Corno alle Scale visto dal Monte la Nuda
Il Corno alle Scale visto dal Monte la Nuda (2 maggio 2025)
Il solitario vallone del Rio Casellino, visto dal Passo del Vallone
Il solitario vallone del Rio Casellino, visto dal Passo del Vallone (2 maggio 2025)
La sorgente del Rio Piano
La sorgente del Rio Piano (2 maggio 2025)
Il Laghetto del Cavone
Il Laghetto del Cavone (2 maggio 2025)
Il salto più a monte delle Cascate del Dardagna
Il salto più a monte delle Cascate del Dardagna (2 maggio 2025)
La Madonna dell'Acero
La Madonna dell’Acero (2 maggio 2025)

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