Pass dal Fuorn – Valbella – Piz Vallatscha – Fuorcla Funtana da S-charl – Pass dal Fuorn
Caratteristiche
Difficoltà: F
Dislivello in salita: 1000 m circa
Tempo: 5.45 – 7 ore (intero anello)
Ultima ricognizione: Agosto 2025
Anello di ampio respiro, adatto solamente ad escursionisti molto esperti, avvezzi al facile alpinismo e ai lunghi tratti fuori sentiero. Si propone di concatenare le due “vie normali” alla poco frequentata cima del Piz Vallatscha: la via per il versante sud e la cresta sud-est, più breve e battuta ma più difficile, e la via per la cresta nord-est, più facile ma ben più lunga. Le difficoltà maggiori, comunque, si incontrano percorrendo la cresta sommitale della montagna, assai aerea e costituita da rocce rotte. Per il resto, si sale e si scende per lo più per ripidi ghiaioni, in ambienti lunari dominati da rocce dalle forme curiose.
Accesso
Punto di partenza: Pass dal Fuorn (Ofenpass) – 46.639676, 10.292521 – Google Maps.
In automobile:
a) Uscita autostradale Bolzano Sud → Val Venosta – Glorenza (Glurns) – Pass dal Fuorn.
b) Sondrio → Poschiavo → Livigno → tunnel del Munt la Schera → Pass dal Fuorn.
Mezzi pubblici:
a) Dall’Italia, in treno fino a Malles Venosta, quindi in bus (autopostale svizzero) fino al Pass dal Fuorn.
b) Dalla Svizzera, in treno fino a Zernez, quindi in bus (autopostale svizzero) fino al Pass dal Fuorn.
Profonda sella sullo spartiacque principale alpino, coperta da un bel bosco di conifere. Sul valico si trova un albergo. Nel 2005, nei pressi del Pass dal Fuorn, è stato avvistato un esemplare di orso bruno (non succedeva dal 1923); lungo i sentieri della zona si trovano adesso vari pannelli esplicativi sui comportamenti e le attività dell’orso.
Avvicinamento
Dal Pass dal Fuorn (Ofenpass; 2149 m), di fronte all’albergo di Süsom Givé, si imbocca un sentiero che sale verso nord e subito si biforca. Si prende la diramazione di sinistra (indicazioni per la Valbella), che sale tra piccoli dossi di erba e rocce, coperti da radi pini. Sorpassata una piccola conca pianeggiante, il sentiero si porta sullo scosceso versante occidentale del Munt da la Bescha, e lo taglia in lieve salita tra ghiaioni, passando ai piedi di spettacolari guglie rocciose. Con percorso a tratti aereo (vasti panorami sulla Val dal Fuorn) si attraversano alcuni canaloni, poi si sbuca sugli ampi prati inclinati del Chaschlot (2340 m).
Si trascura una diramazione a sinistra che guida su un dosso panoramico e si percorrono le praterie in salita verso nord, in direzione del massiccio Piz Tavrü. Giunto al margine settentrionale dell’altopiano, il sentiero piega a destra ed entra nella Valbella, aspro vallone compreso tra il Munt da la Bescha e il Piz Vallatscha. Si percorre il vallone sul lato sinistro idrografico, tagliando in diagonale uno scosceso versante ghiaioso. Il sentiero poi si avvicina gradualmente al torrente che percorre la valle, mentre i versanti si fanno man mano più dolci; guadato il corso d’acqua, si procede sulla sua sponda destra idrografica.
Salita – versante sud e cresta sud-sud-est
Poche decine di metri più avanti, all’inizio di un pianoro erboso, poco prima di riattraversare il torrentello, bisogna abbandonare il sentiero segnalato per salire a sinistra per prati. Non vi sono tracce o indicazioni, ma la direzione è evidente (in assenza di nebbia): bisogna puntare al centro dell’evidente comba ghiaiosa che si apre a nord, verso il Piz Vallatscha. Appena possibile, si appoggia leggermente a destra attraversando il solco, quindi si rimonta una costola in gran parte erbosa. Sulla destra si nota il più alto degli impianti di risalita di Tschierv, che non bisogna raggiungere.
Mantenendo la massima pendenza, si sbuca su un pianoro (quota 2650 circa), situato leggermente ad est rispetto al fondo del vallone. Puntando al centro del valloncello superiore, si attraversano alcuni dossi di erba e pietrame senza via obbligata. In breve ci si ritrova all’inizio della parte superiore del vallone, caratterizzata da enormi ghaioni. Sulla sinistra le ghiaie hanno colore biancastro, e il ripido versante è dominato da una schiera di torrioni di rocce stratificate; a sinistra, invece, le rocce hanno un colore grigio più scuro.
Si procede al centro del vallone, che diventa man mano più ripido, fino ai piedi di una bastionata di rocce malferme che lo sbarra. Qui si sale ripidamente a sinistra, costeggiando la bastionata rocciosa, e dirigendosi verso il pendio di ghiaie biancastre dominato dai torrioni stratificati. Ad un certo punto, si imbocca un solco ghiaioso che piega gradualmente a destra, e diventa dal fondo roccioso. Con facile arrampicata (I), si rimonta il solco per alcune decine di metri (rocce a tratti umide). Il terreno si fa poi più agevole, e si può uscire sui lati (ometti), sbucando infine nel desertico circo terminale, compreso tra le due creste del Piz Vallatscha (quota 2870 circa).
Dal circo terminale, alcuni report indicano di portarsi a sinistra per guadagnare la cresta sud-ovest della montagna. Qui preferisco proporre la salita per la cresta sud-sud-est, per due motivi: è più breve e meno tormentata, e si “stuzzicano” meno i confini del Parco Nazionale Svizzero, in cui è vietato addentrarsi fuori dai sentieri segnalati.
Con un semicerchio verso destra, si contorna la conca, quindi si supera la ripida china detritica che conduce sulla cresta sud-sud-est del Piz Vallatscha (quota 2950 circa; ometto). Si segue il costone verso sinistra, superando un primo tratto agevole. Aggirato a sinistra un roccione, si giunge ai piedi del risalto sommitale. Lo si rimonta per ripidi canalini sassosi ed elementari gradini di roccia, prestando attenzione a non scaricare sassi. Si guadagna così il punto nodale (3000 m circa) dove le creste sud-sud-est e sud-ovest si uniscono. Qui sorge un cartello con due “X”, indicante il confine del Parco Nazionale Svizzero, e quindi il divieto di avventurarsi sul versante occidentale della montagna.
Proseguendo verso destra, si sale una breve balza rocciosa (I+) e si sbuca su un dosso detritico all’inizio della cresta sommitale del Piz Vallatscha. Da qui compare finalmente la vera cima, distante qualche decina di metri e sormontata da un ometto di pietre. Bisogna ora percorrere la cresta sommitale, apparentemente quasi orizzontale, ma in realtà rotta da numerosi blocchi e piccoli intagli, che vanno superati con cautela (I/I+, esposto, roccia un po’ rotta). Un’ultima balzetta gradinata (I+, scomodo in uscita per la presenza dell’ometto) porta sul lastrone che costituisce la cima del Piz Vallatscha (3020 m; 3-3.30 ore dal Pass dal Fuorn).
Discesa – cresta nord-est e Vallatscha d’Astras
Superata la cima, la cresta sommitale diventa più larga e meno esposta. Si oltrepassano le ultime, facili frastagliature rocciose, per poi approdare sul dorso ghiaioso che ne costituisce l’estremità settentrionale. Da qui si scende a destra per la detritica cresta nord-est, percorsa da una discontinua traccia di sentiero. La cresta è a tratti piuttosto ripida ma non presenta particolari difficoltà. Dopo aver perso un centinaio di metri di dislivello, si giunge su una spalla dove la pendenza diminuisce. Qui conviene abbandonare la cresta per scendere sulla sinistra nel ghiaione; su terreno relativamente agevole, si giunge sul fondo del ramo superiore della Vallatscha d’Astras.
In alto a sinistra, sulla cresta che sale verso la Quota 2985, si nota un curioso arco di roccia, circondato da torrioni rocciosi.
Si segue ora il fondo del vallone, che, dopo un primo tratto ripido, diventa più dolce e comodo. Si lascia a sinistra un curioso palo in legno e si prosegue per la valle, in ambiente detritico e lunare. Sulla sinistra, si nota l’imponente anticima del Piz d’Astras, caratterizzata da stratificazioni quasi verticali. Curvando gradualmente verso destra, si giunge infine ad un ripiano (quota 2680 circa), che precede il grande salto morfologico situato tra il ramo superiore del vallone e l’ampia e pascoliva parte inferiore.
Trascurando gli invitanti dossi sulla sinistra, si piega leggermente a destra. Ci si dirige verso il solco di fondovalle, che più avanti inizia a scendere ripido per superare il salto. Si monta allora sull’argine destro idrografico, e lo si segue senza difficoltà fino ad una spalla dove si trova un riparo diroccato in pietra a secco (quota 2610 circa). Piegando a sinistra, si scende per un ripido costoncino di erba e ghiaie situato nel centro del vallone. Il costoncino termina alla confluenza di due canaloni ghiaiosi; si scende in quello a sinistra e lo si attraversa, approdando sul pendio erboso sulla sinistra idrografica.
Scendendo per un ripido prato, si arriva finalmente sul fondo del tratto inferiore della Vallatscha d’Astras (quota 2400 circa). Si procede quindi al centro del vallone, per dossi pascolivi cosparsi di massi, avvicinandosi poi al torrente principale che scorre alla nostra destra. Si costeggia l’alveo del rio per alcune centinaia di metri. Avvicinandosi alla confluenza della Vallatscha d’Astras nell’ampia Val da S-charl, il torrente tende a diventare più ripido e ad inforrarsi, per superare il successivo salto morfologico. Qui lo si guada e si traversa a destra, per un versante erboso con tracce di bestiame. Tagliando in piano e appoggiando sempre a destra, si entra nella Val da S-charl. Si attraversa un pianoro erboso, poi si punta ad un evidente masso isolato. Qui si incontra il sentiero segnalato che collega S-charl alla Fuorcla Funtana da S-charl (località Plan Mattun; 2304 m; 1.30-2 ore dal Piz Vallatscha).
Rientro
Si segue il sentiero segnalato verso destra, attraversando il Plan Mattun e imboccando l’ultima parte del dolce vallone erboso che conduce verso la Fuorcla Funtana da S-charl. Passati poco sotto alla Funtana da S-charl, raggiungibile con una breve deviazione a destra, si trova un bivio dove si incontra il sentiero proveniente dalla Valbella. Procedendo dritti lungo la traccia principale, si sale in breve alla Fuorcla Funtana da S-charl (2392 m).
È un’allungata sella pianeggiante, situata lungo lo spartiacque tra la Val Müstair e la Val da S-charl. Prende il nome da una sorgente perenne posta sul versante settentrionale, all’inizio del lungo vallone pascolivo che scende verso S-charl. La sella è in parte interessata dagli impianti sciistici, per fortuna poco invasivi, della stazione di Tschierv. Nella zona non è raro incontrare mucche al pascolo.
Si segue la sterrata verso destra, superando il vero e proprio punto di valico, e passando a fianco di una piccola costruzione in legno. La stradetta poi scende verso sinistra; qui la si abbandona per imboccare a destra un sentiero che si abbassa più direttamente in una conca sospesa. Con qualche tornante si supera un tratto più ripido, poi si gira a destra entrando nel bosco di pini e tagliando tra dossi e piccole doline. Più avanti si esce allo scoperto nell’ampio pianoro erboso del Plaun da l’Aua, dove si incontra un’altra strada sterrata (quota 2188).
Si attraversa il ripiano verso ovest, poi si scende in una piccola conca, in cui arrivano i lembi inferiori di un gigantesco conoide ghiaioso che scende dal sovrastante Munt da la Bescha. Ad un bivio si va a destra, trascurando la diramazione che guida ad una costruzione isolata, poi si rientra nel bosco. Qui si abbandona la traccia principale, che scende verso il Plaun dals Bovs, e si prende a destra il sentiero per il Pass dal Fuorn. Il sentiero attraversa il solco ghiaioso di un ruscello, poi taglia con brevi saliscendi tra i pini. Si supera un tratto di versante più ripido, poi si sale brevemente fino ad un dosso pianeggiante. Da qui, scendendo a sinistra, si ritorna in pochi minuti al Pass dal Fuorn (1.15-1.30 ore dalla Fuorcla Funtana da S-charl).











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